SIMONA D’AGUANNO LA RICERCATRICE VINCITRICE DEL BANDO PINK IS GOOD PER ROSATO

Rosato, prestigioso marchio di gioielleria italiano, ha affiancato e affianca la Fondazione Umberto Veronesi nel progetto “Pink is Good”, dedicato alla prevenzione e cura del tumore al seno con un prodotto limited edition pensato a favore della ricerca contro i tumori che affliggono l’universo femminile.

Un charm in argento 925, unico nel suo genere per la colorazione con bagno in oro rosa che ha come soggetto l’elefante, simbolo della forza, di donne che vincono la propria paura, i propri limiti, la propria malattia, disponibile fino a Febbraio 2014, al costo di 75 euro.

La Fondazione Umberto Veronesi nasce nel 2003 con lo scopo di finanziare la ricerca scientifica, attraverso il sostegno di progetti di altissimo profilo e per l’anno 2014, assegnerà dieci borse di studio della durata di 12 mesi destinate a ricercatori specializzati nel cancro alla mammella.

Il nome della ricercatrice sostenuta da Rosato è Simona D’Aguanno, classe 1976 con il progetto “Mass spectrometry investigation of Bcl-2 protein-protein interaction network in breast cancer”. Le numerose domande ricevute per il bando Pink is Good sono state analizzate attentamente dal Comitato Scientifico di Valutazione della Fondazione tenendo conto  della qualità progetto, curriculum vitae e pubblicazioni dei canditati.

L’impegno del brand di gioielleria non finisce qui. Da Dicembre a tutto Febbraio, chiunque parteciperà alle giornate Rosato per Pink is Good, all’interno di gioiellerie selezionate che esporranno la targa indicante l’operazione, non solo riceverà del materiale informativo sulla prevenzione e cura del tumore al seno ma, con l’acquisto dell’elefantino della forza, riceverà in regalo una collana in argento placcata oro rosa.

Le giornate Rosato per Pink is good, sugellano una serie di iniziative che l’azienda ha messo in piedi ai fini di dare ampio respiro all’operazione, come sottolinea il Presidente Lanfranco Beleggia: “Penso sia un dovere di ogni impresa e imprenditore mettersi a servizio della ricerca e della difesa delle categorie più deboli, non solo attraverso la destinazione di una parte dei propri proventi, ma anche con il sostegno in termini di mezzi di comunicazione di cui le aziende dispongono e sui quali investono.”